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29 luglio Peschici 2008*TogetherOn air: Who Can Say Ricordo ancora il momento in cui ero pronta vestita giallo canarino alla stazione di Peschici Calenella. Poi vedo arrivare il treno. Aspetto e cerco nervosamente la porta da cui tu saresti sceso. Vedo la valigia e poi tu. Bello da morire, pantaloncini corti e camicia bianca, infradito. Gli sguardi strani, un abbraccio e un bacio veloce. A mano fino al ristorante, entriamo insieme, tutti che chiedono se tu sei tu dopo avermi vista al telefono 24 ore su 24. Prima dello spettacolo un posto speciale. C'era una sala da pranzo non ancora allestita, il profumo del legno appena messo e nuovo ci ha accompagnati all'entrata, della musica proveniva dall'anfiteatro. Ti ho baciato, mi sono accostata a te e mi hai fatta rotolare verso il centro della stanza, arrotolandomi verso te mi hai abbracciata e abbiamo cominciato a sussurarci parole che mancavano all'orecchio mentre i nostri corpi compivano movimenti circolari, insieme. Poi ti ho fermato, ti ho portato su una sedia delle tante e davanti a noi c'era la città illuminata, la costa e il mare. Battevano i cuori. Mi hai chiesto cosa avevo provato nel vederti scendere, hai confessato che avevi paura dei miei occhi, che non avrei sentito più ciò che si era creato fino a quel momento. Ho lasciato in silenzio me e la stanza per vari secondi e poi ho bisbigliato di aver sentito qualcosa di mai sentito, appoggiata alla tua spalla e tenendoti la mano ho detto che tu sei ciò che mi completa, la mia unica e semplice felicità. La sera siamo stati insieme in un parco giorchi, amore. La sveglia alle sei ha suonato e sono venuta nel tuo letto a farti aprire gli occhi, la spiaggia vuota aspettava noi. Clic, è scattata la macchina sui nostri visi, addosso ai corpi leggermente insabbiati. Colazione e scogli di fronte a un infinito mare, un i-pod nelle orecchie e un abbraccio, i baci e le mie lacrime. Te ne saresti andato dopo poche ore, ma d'altra parte il patto era questo, sette ore all'andata e sette al ritorno il giorno dopo per stare insieme una sera, una notte e mezza mattinata. Ancora una volta Peschici Calenella. Ho visto te allontanarti, la valigia salire, il treno partire. E poi le tue dita formare un cuore attraverso il finestrino, le tue labbra muoversi e lessi un ti amo da esse, poi un sorriso e il sogno finì. Impossibile dire che non scesero delle dolci lacrime. CommentiPer aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati RiferimentiL'URL di riferimento per questo intervento è: http://cid-5d862e0e82c38293.spaces.live.com/blog/cns!5D862E0E82C38293!2514.trak Blog che fanno riferimento a questo intervento
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